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venerdì 2 gennaio 2009

Frammenti -IV -

Siamo come isole sospese. Sotto di noi né oceano, né cielo né terra. Solo abisso.
L'abisso delle nostre esistenze. Incolmabile.
Talvolta ci si sfiora, talora ,disgraziatamente, un nuovo allontanarsi.
Eppure basta un niente.
Levare un ponte affinché ci si possa infine ritrovare.
Perché tanto arduo appare?
E' un niente.
Non si è stanchi di sopravvivere -perché questo non è un vivere- in una tale dilaniante solitudine?
Perché una simile indifferenza?
Riuniamoci. Torniamo a noi.

[L'opera di René Magritte NON rispecchia fedelmente questo "scarabocchio" , ma ricordo che quando ero piccola, sfogliano il libro di testo dell'elementari, i miei occhi si posarono su questo dipinto e,allora, non ne rimasi affascinata, tantomeno meravigliata...ciò che provai fu terrore. Il mio "stream of Consciousness" mi ha portato alla mente solo questa immagine. Oggi osservandola sorrido, ma allora sicuramente percepii un qualcosa di ciò che ora ho scritto.]

domenica 7 dicembre 2008

La bellezza di un diario


"Chi tiene un diario ha il vantaggio di rendersi conto con tranquillante chiarezza dei mutamenti ai quali è incessantemente soggetto, mutamenti che beninteso si credono, si intuiscono e ammettono, ma d’altro canto inconsapevolmente si negano ogniqualvolta si tratta di ricavare speranze o tranquillità da una siffatta ammissione. Nel diario si trovano le prove del fatto che abbiamo vissuto, osservato e scritto osservazioni magari in condizioni che oggi sembrano intollerabili, che pertanto questa destra si è mossa come in questo momento cui, è ben vero, siamo più esperti perché abbiamo la possibilità di abbracciare con lo sguardo la situazione di quel tempo, ma, appunto per ciò, dobbiamo riconoscere tanto più quanto sia stata impavida la nostra aspirazione di allora, la quale si conserva nonostante tutta l’ignoranza."
[Fran Kafka, Diari 1911]

Benchè mi sia balenata in testa -una miriade di volte- solo l'idea di tenere un diario, la mia accidia (perchè di questo si tratta. La mia non è pigrizia) me l'ha il più del volte impedito, sia pur per la mia scarsa volontà, sia per il mio terrore della morte. (un diario è ciò che di più intimo esiste. L'imbarazzo di chi potrebbe leggerlo...ahi,ahi)
Tuttavia me ne rammarico...e penso assiduamente a scrivere un diario senza mai concretizzarlo.
Ma desidero, almeno in parte, sconfiggere la mia accidia e, in virtù di ciò, almeno pubblicare qui il diario della mia gita a Praga...

venerdì 5 dicembre 2008

Frammenti -III-

Il gesto convulso di un volto che si gira.

La distrazione implica un uscire dalla monotonia dell’attenzione, uscire da uno schema comportamentale, una sorta di risveglio dell’istinto d’osservazione che ogni uomo ha in dote, ma che il mondo inibisce.
A volte la distrazione ci permette di scorgere, di percepire, di vedere cose che l’attenzione si lascia molto addietro, difatti cose fuori del cerchio di una società che non vede.