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mercoledì 24 settembre 2008

Tributo a Franz Kafka


Questo video è stato realizzato per l’Esame di Stato.

E’ un omaggio allo scrittore in onore del suo 125°Anniversario della sua nascita.



Franz Kafka nacque il 3 Luglio del 1883 e morì nel sanatorio di Kierling il 3 Giugno del 1924 a soli 40 anni.

Fu un grande scrittore e ancor prima un grande uomo sulle cui fragili spalle gravava il peso stesso della vita. Una vita che ai suoi occhi appariva immensamente misticheggiante e grandiosamente meravigliosa tanto da credere di non afferrarne e comprenderne neanche i più piccoli meccanismi, scrutandoli con occhi sempre nuovi ed ingenui, con occhi da “bambino”.

Il mondo intero fu per lui un qualcosa di indomabile, una foresta di simboli quasi inaccessibile.

Difficile a credersi considerando il “patrimonio” che – quasi involontariamente – ci ha lasciato:

I suoi scritti rivelano tutto ciò che del mondo c’è da dire.

La sua “incapacità di vivere” (come sottolineò una delle donne più importanti della sua vita – Milena Jesenka - ) e la sua conseguente “non idoneità alla vita” (verdetto tratto dalla celeberrima “Lettera al Padre”) sono il riflesso di quell’inettitudine e di quella anormalità che egli stesso si attribuisce mettendosi a confronto con l’esempio assoluto di normalità, di autorevolezza e di grande fervore vitale che è stato per lui: il padre. Una diversità insormontabile, la loro, che lo ha perseguitato per tutta la vita. Un’autentica persecuzione che lo ha condotto sull’orlo della disperazione.

Non a caso, l’intera opera letteraria è da definirsi come “Tentata evasione dalla sfera paterna” come egli stesso confida al suo amico Max Brod.

Nonostante l’ autosvalutazione – che affonda le sue radici proprio nel problematico rapporto padre/figlio – egli ha piena coscienza dell’ importanza della vocazione letteraria.

Una vocazione che non può conciliare con la normalità della vita quotidiana, con il lavoro e con il frustrante desiderio di unirsi in matrimonio.

Tutto questo si tramuta in un conflitto insostenibile: da una parte l’uomo combatte -attraverso la scrittura- per la sua affermazione spirituale, lotta per raggiungere l’agognata purezza per la quale “tanto fa chiasso”. Un processo che richiede un grande ascetismo e una profonda solitudine, affinché possa lottare solo con i suoi “spettri”. Dall’altra l’uomo desidera condurre una vita “normale”, perché incapace di tollerare una vita in completa solitudine, conscio che l’unione in matrimonio possa essere l’unica via di salvezza per potersi sollevare dall’angoscia e per potersi finalmente affermare al livello “sociale”.

E la battaglia si conclude con la sconfitta di quest ultimo:

“E’ improbabile che io sappia vivere con qualcuno…”

“Io devo stare molto solo. Ciò che ho prodotto finora è tutto effetto della mia solitudine.”

“La paura dell’unione, dell’immediesimarsi. In tal caso non sarò più solo…”

“Essendo solo potrei forse un giorno abbandonare il mio posto. Una volta sposato non sarà possibile mai…”

Tuttavia il lacerante conflitto non si risolse mai definitivamente.

Solo l’ultimo periodo della sua vita con Dora Diamant è forse il periodo più sereno, ove, incredibilmente, riesce con tranquillità a conciliare il suo amore per la donna con la scrittura, tanto da accettarla nella sua stanza durante quelle terribili ore notturne nelle quali,una volta, e solo, lottava con le sue tenebre…


martedì 23 settembre 2008

Animazione kafkiana

Cortometraggio dell'animatore polacco Piotr Dumala.
Animazione allegorica sulla vita e sull'opera dello scrittore boemo di lingua tedesca Franz Kafka.
Da vedere.

Piotr Dumala - Kafka (1992)